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Un conto dedicato alle spese dei figli è una possibilità che i genitori possono concordare, non un obbligo: l'art. 337-ter non risulta prevederlo. Può rendere i pagamenti tracciabili e semplificare i rimborsi, ma cointestazione, accessi e rendiconto vanno regolati per iscritto.
Che cos'è un conto dedicato alle spese dei figli?
È un conto su cui i genitori versano somme periodiche concordate e da cui si pagano spese dei figli. Quali spese e in che quota lo decidono loro, per accordo o perché lo stabilisce un provvedimento.
Non è un obbligo. L'art. 337-ter del codice civile prevede che, salvo accordi diversi, ciascun genitore contribuisca in proporzione al proprio reddito e che il giudice, se necessario, fissi un assegno periodico. Nel testo consultato non compare un conto dedicato. È quindi una soluzione da concordare, che i genitori possono valutare per ridurre i conflitti sui rimborsi.
Un esempio documentato è la risposta a interpello n. 205 del 9 luglio 2020 dell'Agenzia delle Entrate. Riguarda due ex coniugi che, in esecuzione di una sentenza di divorzio, aprono un conto cointestato a firma congiunta per garantire la sicurezza economica dei figli.
Il conto non sostituisce l'assegno e non cambia la classificazione delle spese. Una spesa ordinaria resta ordinaria anche se pagata dal conto comune. Per la differenza si veda spese straordinarie per i figli: cosa sono e chi le paga.
Conto cointestato o conti separati: quali differenze?
Le due soluzioni si possono confrontare così.
| Aspetto | Conto cointestato | Conti separati con rendiconto |
|---|---|---|
| Chi dispone | Dipende dalla firma: congiunta, e nessuno opera da solo, o disgiunta, e ognuno può farlo | Ognuno paga dal proprio conto e documenta |
| Tracciabilità | Un solo estratto con versamenti e spese | Estratti e ricevute di ciascuno, da riunire in un unico elenco |
| Rapporto con la banca | Con firma disgiunta, per l'art. 1854 c.c. gli intestatari sono creditori o debitori in solido dei saldi | Ciascuno risponde del proprio conto |
| Rapporti tra i genitori | Per l'art. 1298 c.c. le quote si presumono uguali, salvo prova contraria | Le somme restano del titolare |
| Rischio principale | Disaccordo su accessi, prelievi e spese non concordate | Ritardi e contestazioni sui rimborsi |
Una terza formula è un conto intestato a un solo genitore, con accesso in sola consultazione per l'altro. Dipende dalla banca se è possibile, e le condizioni vanno chieste direttamente. Questo sito non consiglia istituti o prodotti.
I pagamenti tracciabili servono come prova?
Di regola sì, perché aiutano a dimostrare chi ha pagato, quanto e quando. Per l'art. 2697 del codice civile chi vuole far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne sono il fondamento, e chi sostiene che il diritto si sia estinto deve provare i fatti su cui si basa. Vale per il genitore che anticipa una spesa e per quello che dichiara di averla rimborsata.
Alcune precisazioni pratiche:
- Un bonifico con causale chiara mostra data, importo e destinatario. Una causale come "spesa figlio, visita oculistica del 12 settembre" aiuta a collegarlo alla spesa.
- Il bonifico non dimostra da solo a cosa servisse la spesa. Servono ricevuta o fattura, allegate allo stesso elenco.
- I contanti non lasciano il riscontro di una terza parte, come una banca: in quel caso il riscontro principale è una ricevuta datata e firmata.
- Un conto dedicato concentra versamenti e spese in un solo estratto, ma questo non dispensa dal conservare le ricevute.
Come impostare la richiesta di rimborso è in come chiedere il rimborso delle spese straordinarie. Sul ruolo dei messaggi scritti si veda WhatsApp con l'ex: come tenere le prove.
Cosa mettere nell'accordo?
Un conto condiviso funziona se le regole sono scritte. Punti da definire, da far rivedere a un avvocato o a un mediatore:
- Scopo. Quali spese si pagano dal conto: solo le straordinarie, anche alcune ordinarie, o entrambe, con rinvio alla classificazione dell'accordo o a un protocollo richiamato.
- Intestazione. Cointestato con firma congiunta o disgiunta, oppure intestato a un genitore con accesso in consultazione per l'altro.
- Versamenti. Importo, data di scadenza, criterio di ripartizione (una percentuale concordata o in proporzione al reddito) e come si aggiornano nel tempo.
- Soglia di spesa. Un importo fino al quale si paga senza consenso e uno oltre il quale serve il consenso scritto dell'altro genitore. La soglia la scelgono i genitori.
- Rendiconto. Ogni quanto e in che formato, con le ricevute allegate.
- Saldo. Cosa succede se i fondi non bastano e a chi spetta il residuo a fine anno.
- Inadempimento. Termine per versare, avviso scritto e conseguenze se un genitore non versa. Per le difficoltà di rimborso si veda cosa fare se l'ex non paga le spese straordinarie.
- Durata. Quando il conto si chiude o si rivede, per esempio al cambio di scuola o alla maggiore età.
Sulla maggiore età l'art. 337-septies prevede che l'assegno per il figlio maggiorenne non economicamente autosufficiente sia di regola versato direttamente a lui, salvo diversa decisione del giudice. Un conto gestito dai genitori va quindi ripensato. Il tema è in il mantenimento dei figli maggiorenni.
Se l'accordo modifica un provvedimento già emesso, occorre farlo con le vie previste: l'avvocato indica quale.
Quali sono i rischi?
Attenzione. Un conto comune riduce i conflitti solo se le regole sono chiare. In assenza di regole può moltiplicarli, perché ogni prelievo diventa motivo di contestazione.
- Accessi e prelievi contestati. Con firma disgiunta ciascun genitore può operare da solo. Per questo conviene fissare per iscritto cosa si può pagare.
- Confusione dei fondi. Se un genitore usa il conto per spese personali o versa somme proprie senza traccia, diventa difficile distinguere le quote. Per i rapporti interni si presume la parità, ma si può dimostrare il contrario.
- Responsabilità verso la banca. Con firma disgiunta il saldo negativo è responsabilità di entrambi nei confronti della banca.
- Profili fiscali. La risposta a interpello 205/2020 ha escluso la donazione indiretta in un caso specifico. Per la propria situazione conviene sentire un commercialista.
- Falsa sicurezza. Il conto non decide se una spesa è ordinaria o straordinaria e non elimina il dissenso sulle singole voci.
- Costi bancari. Il conto può avere costi di tenuta. Non sono confrontati in questo articolo.
Cosa fare adesso
- Rileggere l'accordo di separazione o il provvedimento per capire se già prevede un conto, un fondo o una modalità di rimborso.
- Se si valuta un conto dedicato, proporre all'altro genitore per iscritto uno schema con scopo, versamenti, soglia, rendiconto e durata, e usare lo strumento ripartizione spese per calcolare le quote.
- Scegliere un unico elenco condiviso di spese, con data, importo, causale e ricevuta allegata, a prescindere dal tipo di conto.
- Chiedere alla banca solo le condizioni scritte del conto (costi, firme, deleghe, accessi) e conservarle.
- Far verificare la clausola a un avvocato familiarista, e gli effetti fiscali a un commercialista, prima di firmare.
Domande frequenti
Il conto dedicato alle spese dei figli è obbligatorio?
No, per quanto risulta dal testo dell'art. 337-ter del codice civile, che parla di contributo proporzionale al reddito e, se necessario, di assegno periodico. Un conto dedicato esiste solo se i genitori lo concordano o se un provvedimento lo prevede.
Il conto cointestato comporta l'imposta di donazione?
In un caso specifico l'Agenzia delle Entrate, con la risposta a interpello n. 205 del 9 luglio 2020, ha escluso la donazione indiretta per un conto cointestato aperto in esecuzione di una sentenza di divorzio a tutela dei figli. Non vale automaticamente per ogni caso: è prudente sentire un commercialista.
Cosa succede se un genitore non versa la sua parte sul conto?
Dipende da cosa prevede l'accordo o il provvedimento. Conviene prevedere in anticipo un termine e un avviso scritto, e conservare gli estratti conto che mostrano il mancato versamento.
Fonti
- Brocardi, art. 337-ter codice civile
- Brocardi, art. 337-septies codice civile
- Brocardi, art. 1854 codice civile (conto corrente intestato a più persone) con commento sull'art. 1298
- Brocardi, art. 2697 codice civile (onere della prova)
- Studio Cataldi, Mantenimento figli, imposta di donazione per conto corrente cointestato? (11 luglio 2020), su Agenzia delle Entrate, risposta n. 205 del 9 luglio 2020
Informazione generale, non consulenza legale. Le regole applicabili a te dipendono dall'accordo di separazione o dal provvedimento del giudice che vi riguarda, che prevalgono sulle indicazioni generali di questa pagina. Per una situazione concreta rivolgiti a un avvocato.
