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Spese straordinarie

Protocollo spese straordinarie: cosa prevede quello di Milano

Aggiornato il 25 ottobre 20265 minuti di letturaRevisione legale: in attesa
Un padre porge la borraccia al figlio di dieci anni in tenuta da calcio, a bordo campo

In attesa di revisione legale. Questa guida non è ancora stata controllata da un avvocato: le informazioni sono generali e si basano sulle fonti elencate in fondo alla pagina. Non sostituiscono il parere di un professionista.

La risposta in breve

È un testo di linee guida del giugno 2025, firmato da Corte d'Appello, Tribunale, Ordine degli Avvocati e Osservatorio sulla giustizia civile di Milano. Indica quali spese richiedono il consenso e fissa tempi di richiesta e rimborso. Non è una legge: vale se l'accordo lo richiama o il giudice lo applica.

Cos'è il protocollo sulle spese straordinarie di Milano?

È un documento di linee guida sulle «spese extra assegno di mantenimento» per i figli minori, per i maggiorenni non economicamente indipendenti e per i figli con disabilità. Elenca le spese per cui, di regola, serve il consenso dell'altro genitore prima di sostenerle e quelle per cui non serve. Indica poi come richiedere il rimborso e in quali tempi.

Il testo dichiara l'obiettivo: una prassi condivisa che riduca le ragioni del conflitto al momento della crisi familiare. Si chiama «protocollo» nell'uso comune e «linee guida» nel titolo ufficiale. Qui si usano i due termini come sinonimi.

Chi l'ha firmato e quando?

Le linee guida sono approvate da quattro soggetti:

  • la Corte d'Appello di Milano, con il suo presidente e il presidente della sezione competente in materia di famiglia;
  • il Tribunale di Milano, con il suo presidente e la presidente della sezione civile competente in materia di famiglia;
  • il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Milano;
  • l'Osservatorio sulla giustizia civile di Milano.

Le firme digitali sono datate dal 5 al 10 giugno 2025. Il Tribunale pubblica il documento, con il numero di protocollo P. 8334/25, nella pagina «Protocolli e convenzioni», alla data del 12 giugno 2025.

Cosa è cambiato con l'aggiornamento del 2025?

Il Tribunale pubblica ancora la versione precedente, del 14 novembre 2017, firmata dagli stessi organismi. Confrontando i due testi ufficiali emergono, tra le altre, queste differenze:

  • una sezione dedicata ai figli in condizione di disabilità, con rinvio al d.lgs. 62/2024;
  • una previsione sul possibile assegno «omnicomprensivo» quando è oggettivamente difficile ottenere il consenso o il rimborso;
  • una soglia: se la singola spesa supera il 10% del reddito mensile netto di uno dei genitori, entrambi la sostengono direttamente;
  • il supporto psicologico, il cellulare e i dispositivi elettronici tra le voci per cui serve il consenso;
  • la baby sitter fino alla fine della scuola secondaria di primo grado, per coprire l'orario di lavoro dei genitori, tra le spese senza consenso (nel 2017 richiedeva il consenso);
  • la mensa scolastica tra le spese scolastiche senza consenso (nel 2017 era nell'assegno);
  • l'indicazione di una «modalità idonea» a provare la ricezione dei documenti, al posto di raccomandata o email con prova di ricezione;
  • la definizione di spesa straordinaria con tre requisiti (occasionalità, gravosità, voluttuarietà) presente nel 2017 e non riportata nel testo del 2025.

Non tutte le voci sono cambiate. I libri di testo, i ticket sanitari, la scuola privata e le attività sportive restano nelle stesse categorie.

Cosa prevede il protocollo, in sintesi?

  • Scelte importanti. Le decisioni di maggior interesse su istruzione, educazione e salute vanno concordate dai genitori. Se il figlio è maggiorenne, vanno concordate anche con lui.
  • Assegno e spese ordinarie. L'assegno periodico copre le esigenze ordinarie. Gli esempi sono il vitto, il concorso alle spese di casa, l'abbigliamento ordinario, la cancelleria scolastica ricorrente e i medicinali da banco.
  • Elenco delle spese extra. Le spese sono divise in mediche, scolastiche ed extrascolastiche, e per ciascuna area sono indicate quelle con e senza consenso preventivo. Tutte vanno documentate. L'elenco A-Z riporta le singole voci.
  • Ripartizione. I genitori contribuiscono «nella percentuale concordata dalle parti o disposta con provvedimento giudiziale». Il testo non indica una percentuale.
  • Tempi. Dissenso motivato scritto entro 10 giorni, invio dei documenti entro 30 giorni, rimborso entro 15 giorni dalla richiesta. Il silenzio, per le spese da concordare, vale consenso. La procedura per chiedere il rimborso spiega come usarli.
  • Spese elevate. Una spesa singola sopra il 10% del reddito mensile netto di uno dei genitori è sostenuta direttamente da entrambi, nella percentuale concordata o stabilita dal giudice.

Il protocollo di Milano è vincolante?

No. Il protocollo non è un atto normativo e non vincola gli altri tribunali, come osserva il commento di ItaliaOggi del 6 luglio 2025. Lo stesso commento ricorda che già le versioni precedenti erano diventate un punto di riferimento e che avvocati e parti possono richiamarlo negli accordi di separazione o divorzio.

In pratica. Le linee guida contano nel caso concreto in due modi: se l'accordo dei genitori le richiama, o se il giudice le applica nel provvedimento. In tutti gli altri casi sono un riferimento di buona pratica. Se il vostro provvedimento prevede regole diverse, prevale il provvedimento.

Come si usa il protocollo fuori Milano?

Prima di tutto si legge il proprio accordo o provvedimento: potrebbe richiamare il protocollo di Milano, il protocollo di un altro tribunale, oppure avere clausole proprie. Altri tribunali hanno infatti adottato protocolli propri. Le linee guida nazionali degli Osservatori sulla giustizia civile del 2017 ne citano alcuni in nota, tra cui Torino, Bergamo, Reggio Emilia, Udine, Trieste, Sulmona e Bologna. Le soluzioni non coincidono sempre. Nello stesso documento, per esempio, la mensa scolastica è trattata come spesa compresa nell'assegno da alcuni provvedimenti e come spesa extra senza consenso nel protocollo di Bergamo.

Fuori Milano il testo milanese serve come riferimento per capire come si ragiona su una voce di spesa. Non va presentato come regola obbligatoria. Per i singoli casi, l'articolo su spese concordate e non concordate spiega come si distingue il consenso preventivo dal rimborso.

Dove si trova il testo ufficiale?

Il testo ufficiale è pubblicato sul sito del Tribunale di Milano.

Il PDF è una scansione del documento firmato, quindi il testo non è selezionabile. Conviene leggerlo nell'originale prima di citarlo in una lettera o in un atto. Attenzione ai siti che ne pubblicano sintesi: possono omettere o semplificare delle voci.

Cosa fare adesso

  1. Aprire l'accordo di separazione o divorzio e il provvedimento, e cercare se citano il protocollo di Milano o un altro protocollo.
  2. Scaricare dal sito del Tribunale il PDF ufficiale e leggere la sezione sulle voci che interessano.
  3. Verificare le singole spese con l'elenco A-Z o con lo strumento verifica spesa.
  4. Se il protocollo non è richiamato, usarlo come riferimento nelle comunicazioni scritte, senza presentarlo come obbligo.
  5. Per un caso di importo rilevante, chiedere a un avvocato di famiglia se il protocollo è applicabile al vostro provvedimento.

Domande frequenti

Il protocollo di Milano fissa una percentuale di ripartizione?

No. Rinvia alla percentuale concordata dai genitori o stabilita dal giudice, senza indicarne una.

Il silenzio dell'altro genitore vale consenso?

Nelle linee guida di Milano sì, per le spese da concordare: se l'altro genitore non manifesta un dissenso motivato per iscritto entro 10 giorni dalla richiesta scritta, il silenzio è inteso come consenso. Vale solo se le linee guida sono richiamate dall'accordo o applicate dal giudice.

Il protocollo si applica ai figli maggiorenni?

Il testo riguarda i figli minori, i maggiorenni non economicamente indipendenti e i figli con disabilità. Già la versione del 2017 includeva i maggiorenni non indipendenti.

Esistono protocolli di altri tribunali?

Sì. Le linee guida nazionali degli Osservatori sulla giustizia civile del 2017 citano in nota protocolli di Torino, Bergamo, Reggio Emilia, Udine, Trieste, Sulmona e Bologna. Ognuno può avere regole diverse.

Fonti

  1. Tribunale di Milano, Linee guida spese extra assegno di mantenimento (giugno 2025, testo ufficiale, P. 8334/25)
  2. Tribunale di Milano, Protocolli e convenzioni (pagina ufficiale con data di pubblicazione)
  3. Tribunale di Milano, Linee guida spese extra assegno (versione del 14 novembre 2017)
  4. ItaliaOggi, Ex coniugi, sulle spese per i figli patti chiari amicizia lunga (6 luglio 2025)
  5. Iusletter, Protocollo sulle spese extra assegno di mantenimento del Tribunale di Milano (27 giugno 2025)
  6. Linee guida sul contributo al mantenimento dei figli, Assemblea Nazionale degli Osservatori sulla giustizia civile, 20 maggio 2017 (sito del Tribunale di Roma)

Informazione generale, non consulenza legale. Le regole applicabili a te dipendono dall'accordo di separazione o dal provvedimento del giudice che vi riguarda, che prevalgono sulle indicazioni generali di questa pagina. Per una situazione concreta rivolgiti a un avvocato.