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Spese straordinarie

Spese straordinarie non concordate: serve il consenso per il rimborso?

Aggiornato il 25 ottobre 20266 minuti di letturaRevisione legale: in attesa
Una ragazza di dodici anni con l'apparecchio ai denti sorride sulla poltrona dell'ortodontista, accanto alla madre

In attesa di revisione legale. Questa guida non è ancora stata controllata da un avvocato: le informazioni sono generali e si basano sulle fonti elencate in fondo alla pagina. Non sostituiscono il parere di un professionista.

La risposta in breve

Di regola l'altro genitore non può rifiutare il rimborso solo perché non è stato consultato. Il consenso preventivo riguarda le spese davvero fuori dall'ordinario e, anche senza, il giudice può riconoscere il rimborso se la spesa risponde all'interesse del figlio. Prevalgono sempre l'accordo o la sentenza che vi riguardano.

Cosa significa "concordare" una spesa straordinaria?

Concordare vuol dire decidere insieme, prima di sostenere la spesa, una voce che esce dalla vita ordinaria del figlio: un apparecchio per i denti, una scuola privata, un corso di musica. Nella pratica il consenso si dà per iscritto, con una mail o un messaggio, perché così si può provare in seguito.

La legge non definisce le spese straordinarie. La definizione viene dalla giurisprudenza: sono le spese che, per rilevanza, imprevedibilità e imponderabilità, escono dall'ordinario regime di vita del figlio e non sono coperte dall'assegno periodico. Per capire se una voce rientra tra queste serve la guida su spese ordinarie e straordinarie.

Concordare una spesa e rimborsarla sono due momenti distinti. Il consenso riguarda la scelta. Il rimborso riguarda il pagamento della quota dopo che la spesa è stata sostenuta.

Quando serve il consenso preventivo?

La Cassazione ha fissato alcuni punti. Con l'ordinanza 14564 del 2023, richiamata dalla stessa Corte nel 2025, ha chiarito che il genitore con cui il figlio vive prevalentemente (il collocatario) non deve concordare in anticipo le spese sostanzialmente certe nel loro ripetersi, come le spese scolastiche e le spese mediche ordinarie. L'accordo preventivo riguarda solo le spese straordinarie per rilevanza, imprevedibilità e imponderabilità.

Con l'ordinanza 5059 del 2021 la Corte aveva già escluso un obbligo, a carico del collocatario, di informare e concertare preventivamente le spese straordinarie. L'altro genitore deve rimborsare la propria quota, salvo che abbia espresso un dissenso tempestivo e motivato.

Le due decisioni non dicono esattamente la stessa cosa, ma si leggono insieme. Non esiste un obbligo generale di chiedere il permesso per ogni spesa. Il consenso pesa soprattutto per le spese importanti e imprevedibili. In ogni caso la sua mancanza non chiude la questione.

In pratica. Chi decide una spesa rilevante e non urgente di solito si tutela chiedendo il consenso per iscritto, con preventivo e scadenza. Chi riceve la richiesta si tutela rispondendo per iscritto, nei tempi, con motivi concreti.

Cosa dicono le linee guida di Milano

Nel giugno 2025 la Corte d'Appello, il Tribunale, l'Ordine degli Avvocati e l'Osservatorio sulla giustizia civile di Milano hanno firmato linee guida sulle spese extra assegno. Non sono una legge e non vincolano gli altri tribunali. Sono un riferimento pratico, che i genitori possono richiamare nei loro accordi. Per il quadro completo c'è la pagina sul protocollo del Tribunale di Milano.

Secondo il testo ufficiale, richiedono il preventivo accordo, tra le altre, queste voci:

  • cure dentistiche, ortodontiche e oculistiche presso strutture private, cure termali e fisioterapiche, supporto psicologico;
  • scuole private, gite con pernottamento, corsi di recupero e lezioni private, alloggio presso la sede universitaria;
  • corsi di lingue e di musica, attività sportive, viaggi di studio, patente, telefono e dispositivi elettronici.

Non richiedono il preventivo accordo, ma vanno documentate, voci come le visite specialistiche prescritte dal medico, i ticket, i libri di testo, la mensa, il trasporto pubblico e le gite senza pernottamento.

Le linee guida aggiungono un principio che vale a monte delle spese: le scelte di istruzione, educazione e salute di maggior interesse devono essere sempre concordate dai genitori, salvo affido super esclusivo.

Cosa succede se la spesa non è stata concordata?

Senza consenso, il rimborso non è escluso e non è garantito. Secondo la Cassazione, anche per le spese straordinarie la mancanza di informazione e assenso preventivo non fa venir meno automaticamente il diritto del genitore che le ha sostenute a farsi rimborsare la quota dell'altro. Il giudice valuta se la spesa risponde all'interesse preminente del figlio e al tenore di vita della famiglia.

L'ordinanza 5059 del 2021 indica gli elementi: l'utilità della spesa per il figlio, il rapporto tra costo e beneficio, le possibilità economiche dei genitori. Nel caso esaminato il padre aveva contestato le spese, ma i giudici avevano ritenuto infondato il suo dissenso, tenendo conto delle abitudini educative e del tenore di vita della famiglia.

Un esempio più recente è l'ordinanza 17017 del 25 giugno 2025. La Cassazione ha annullato una decisione che aveva negato il rimborso di un corso di lingua inglese perché ritenuto non necessario. La Corte ha giudicato quella motivazione generica e ha ricordato che la mancanza di assenso preventivo non fa perdere automaticamente il diritto al rimborso.

Questo vale per entrambi i lati. Chi ha anticipato non può contare su un rimborso certo. Chi deve rimborsare non può contare sul fatto che la mancata consultazione basti a negarlo.

Come si esprime un dissenso motivato?

Per la Cassazione (ord. 5059/2021) il dissenso deve essere tempestivo e motivato. Se è fondato, il giudice può escludere il rimborso. Spetta al giudice verificare se il dissenso ha ragioni valide.

"Motivato" significa che indica ragioni concrete sulla spesa: l'utilità, il costo, le alternative, le possibilità economiche. Un rifiuto senza spiegazioni è più difficile da sostenere.

Le linee guida di Milano chiedono che, di fronte a una richiesta scritta, il genitore manifesti il dissenso motivato per iscritto nell'immediatezza, entro un massimo di 10 giorni. Per contare i termini esiste il contatore dei giorni.

Il silenzio vale come consenso?

Dipende da cosa prevede l'accordo o il provvedimento che vi riguarda. Le linee guida di Milano stabiliscono che, in mancanza di dissenso motivato scritto entro il termine, il silenzio sia inteso come consenso alla richiesta. Nell'ordinanza 17017 del 2025 il ricorso riportava una clausola simile contenuta nelle sentenze di separazione e di divorzio. In quel caso, però, la Corte ha deciso sulla natura delle singole spese e non ha fatto del silenzio il punto centrale.

Se nel vostro accordo o nella vostra sentenza non c'è una clausola di questo tipo, non si può dare per scontato che il silenzio equivalga a consenso. Il consiglio pratico è lo stesso per entrambi: rispondere sempre, anche solo per dire che si sta valutando, e conservare la prova della risposta.

Che peso hanno l'accordo di separazione e la sentenza?

Il peso è decisivo. Quello che l'accordo omologato o la sentenza prevedono su consenso, termini, percentuali e modalità di comunicazione prevale sulle regole generali. Secondo i commenti all'ordinanza 22522 del 2025 della Cassazione (terza sezione), quando l'accordo di separazione prevede forme e modalità specifiche di comunicazione, vanno rispettate.

Situazione Cosa conta di regola
Spesa ricorrente e prevedibile (scuola, cure mediche ordinarie) Di regola non serve un accordo preventivo
Spesa straordinaria per rilevanza e imprevedibilità, senza consenso Il giudice valuta interesse del figlio, costo e possibilità economiche
Accordo o sentenza che richiedono il consenso Prevale la clausola
Clausola o protocollo con silenzio come consenso Dopo il termine, il silenzio vale consenso, secondo quanto previsto

Cosa fare adesso

  1. Rileggete l'accordo di separazione o divorzio e la sentenza. Cercate le clausole su consenso, termini, silenzio, percentuali e modalità di invio.
  2. Per una spesa nuova e importante, chiedete il consenso per iscritto con preventivo, descrizione e data entro cui rispondere.
  3. Se ricevete una richiesta, rispondete per iscritto entro il termine, con ragioni concrete. Chiarite quali voci condividete e quali no.
  4. Conservate richieste, risposte e ricevute in un unico fascicolo. Segnate le date con il contatore dei giorni.
  5. Se il disaccordo resta, passate a come chiedere il rimborso oppure leggete cosa fare se l'ex non paga, e rivolgetevi a un avvocato per la scelta del percorso.

Domande frequenti

Il genitore che anticipa la spesa deve avvisare l'altro?

Secondo la Cassazione (ord. 5059/2021) non c'è un obbligo generale di informare e concordare a carico del genitore con cui il figlio vive. Avvisare per iscritto resta utile, perché permette di provare che l'altro ha avuto modo di dissentire.

Chi decide se una spesa risponde all'interesse del figlio?

Se i genitori non trovano un accordo, decide il giudice. Valuta l'utilità della spesa per il figlio, il costo rispetto al beneficio e le possibilità economiche di entrambi.

Le linee guida di Milano valgono in tutta Italia?

Non sono una legge e non vincolano gli altri tribunali. Esistono protocolli di altri uffici giudiziari: l'ordinanza 17017/2025, per esempio, richiama quello del Tribunale di Roma. Conta ciò che prevede il provvedimento che vi riguarda.

Cosa succede se l'accordo di separazione non dice nulla sul consenso?

Manca una regola specifica tra i genitori e si applicano i principi generali della giurisprudenza descritti in questa pagina. In caso di contrasto, l'ultima parola spetta al giudice.

Fonti

  1. Cass. civ., sez. I, ord. n. 5059 del 2021, commento di Studio Cataldi
  2. Cass. civ., sez. I, ord. 25 giugno 2025, n. 17017 (testo integrale, che richiama Cass. n. 14564/2023 e n. 2467/2016)
  3. Linee guida spese extra assegno di mantenimento per figli minori e figli maggiorenni non economicamente indipendenti o con disabilità, Corte d'Appello, Tribunale, Ordine degli Avvocati e Osservatorio sulla giustizia civile di Milano, giugno 2025 (testo ufficiale, scansione)
  4. Cass. civ., sez. III, 4 agosto 2025, n. 22522, commento su EC News
  5. Commento di diritto.it sulla stessa Cass. n. 22522/2025

Informazione generale, non consulenza legale. Le regole applicabili a te dipendono dall'accordo di separazione o dal provvedimento del giudice che vi riguarda, che prevalgono sulle indicazioni generali di questa pagina. Per una situazione concreta rivolgiti a un avvocato.