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Sono ordinarie le spese quotidiane e prevedibili, coperte dall'assegno mensile. Sono straordinarie quelle che, per rilevanza, imprevedibilità e imponderabilità, escono dalla routine del figlio e si dividono a parte tra i genitori, secondo l'accordo o il provvedimento.
Qual è la differenza tra spese ordinarie e straordinarie?
La legge non definisce né le une né le altre. La distinzione nasce dalla giurisprudenza e dai protocolli dei tribunali, e ruota attorno a un'idea: l'assegno mensile copre la vita quotidiana del figlio, mentre ciò che esce da quella vita si divide a parte.
| Spese ordinarie | Spese straordinarie | |
|---|---|---|
| Natura | Quotidiane, prevedibili, ricorrenti | Rilevanti, imprevedibili, fuori dalla routine |
| Dove sono coperte | Già nell'assegno periodico | Fuori dall'assegno, si dividono tra i genitori |
| Rimborso a parte | Di regola no | Sì, nella percentuale concordata o stabilita dal giudice |
| Consenso preventivo | Non serve | Dipende dalla voce e dal provvedimento |
| Esempi nelle linee guida di Milano | Vitto, abbigliamento ordinario, cancelleria ricorrente, medicinali da banco | Cure ortodontiche private, scuola privata, gite con pernottamento |
Gli esempi della tabella vengono dalle linee guida firmate a Milano nel giugno 2025 da Corte d'Appello, Tribunale, Ordine degli Avvocati e Osservatorio sulla Giustizia Civile. Non sono una legge. La tabella vale solo se l'accordo o il provvedimento non dicono altro.
Quali criteri usano i giudici per decidere?
La Cassazione ricorre a tre parole: rilevanza, imprevedibilità, imponderabilità. Secondo l'ordinanza 14564 del 25 maggio 2023, come riportata nella massima, solo le spese che per questi tre caratteri escono dal regime ordinario di vita dei figli richiedono il preventivo accordo tra i genitori.
In pratica, un giudice si chiede:
- se la spesa è rilevante per importo e per impatto sul bilancio familiare;
- se era prevedibile nel momento in cui è stato fissato l'assegno;
- se era ponderabile, cioè se si poteva stimare in anticipo.
Una spesa certa e ricorrente non diventa straordinaria perché il suo importo preciso non è noto in anticipo. La stessa ordinanza esclude dall'obbligo di accordo preventivo le spese "sostanzialmente certe", come quelle scolastiche o mediche ordinarie, anche quando l'importo non è predeterminabile.
Il momento di valutazione conta. Un'ordinanza del maggio 2026, nel commento di EC News, ha indicato che la prevedibilità si misura al momento in cui l'assegno è stato determinato, non al momento in cui la spesa viene sostenuta. Ne segue che una spesa universitaria sostenuta a vent'anni può risultare imprevedibile se, quando fu fissato l'assegno, il figlio era ancora un bambino. Pronunce diverse arrivano a esiti diversi sulla stessa voce: per l'università si veda la guida sulle spese scolastiche dei figli separati.
Anche l'importo può pesare. Secondo il commento a un'ordinanza del 2018, ticket sanitari e cure odontoiatriche non sono straordinari per il solo fatto di riguardare un minore. Il giudice deve verificare se siano imprevedibili ed eccezionali, e se l'importo è modesto la spesa può restare nell'assegno.
Cosa copre già l'assegno?
L'assegno copre la vita di ogni giorno. Le linee guida di Milano indicano, a titolo esemplificativo, vitto, concorso alle spese di casa (canone, utenze, consumi, tassa rifiuti, condominio, pulizie), abbigliamento ordinario con i cambi di stagione, cancelleria scolastica ricorrente nell'anno e medicinali da banco. Precisano anche che, se per ragioni oggettive è difficile ottenere il consenso o il rimborso, l'assegno può essere omnicomprensivo delle spese extra ordinariamente previste per educazione, crescita e cura.
Le linee guida di Genova descrivono nello stesso modo le spese ordinarie: vitto, vestiti, spese quotidiane, materiale di cancelleria e, per i figli più grandi, paghetta, ricarica del cellulare e uscite con gli amici. Genova ricorda inoltre che le spese straordinarie sono calcolate a parte.
Questo significa due cose. Chi riceve l'assegno non può chiedere un rimborso aggiuntivo per le voci ordinarie, di regola. E chi paga non può pretendere che l'assegno copra anche voci eccezionali. Il vostro provvedimento può comunque ampliare o restringere queste categorie.
Quali sono i casi dubbi?
Il confine non è sempre netto, e fonti diverse lo tracciano in modo diverso. Gli esempi che seguono mostrano dove nascono i disaccordi.
- Mensa scolastica. Le linee guida di Genova la trattano come spesa ordinaria, perché sostituisce i pasti a casa. Quelle di Milano la elencano invece tra le spese scolastiche senza accordo preventivo, quindi da rimborsare a parte.
- Ticket sanitari e dentista. Le linee guida di Milano mettono i ticket e le cure dentistiche in strutture pubbliche, o private in urgenza, tra le spese senza accordo. Il commento a un'ordinanza del 2018 ricorda però che non sono automaticamente straordinari: il giudice guarda a imprevedibilità, eccezionalità e importo.
- Occhiali e lenti a contatto. Per uso non cosmetico, le linee guida di Milano le collocano tra le spese senza accordo preventivo.
- Spese non elencate. Per voci come il parrucchiere nessuna linea guida consultata dà una risposta. Il criterio generale suggerisce che una spesa periodica, prevedibile e di importo contenuto segua la logica delle ordinarie. L'ultima parola spetta all'accordo o al giudice.
Attenzione. Quando il vostro accordo o la sentenza di divorzio contiene una clausola, per esempio "previamente concordate", quella clausola prevale sulle regole generali e sulle tabelle dei tribunali.
Perché la qualifica conta?
La classificazione decide tre cose.
Il consenso. Per le ordinarie non serve. Per le straordinarie la Cassazione ha una posizione sfumata. Secondo l'ordinanza 5059/2021, il genitore collocatario non ha l'obbligo di informare e concordare preventivamente le spese, e l'altro genitore deve rimborsare la sua quota salvo dissenso tempestivo e motivato. Secondo la 14564/2023, anche quando il consenso manca, il diritto al rimborso non si perde automaticamente: il giudice valuta se la spesa risponde all'interesse del figlio e al tenore di vita della famiglia.
Il rimborso. Le ordinarie sono già pagate dall'assegno. Le straordinarie si ripartiscono nelle percentuali concordate o stabilite dal giudice, che possono non essere il 50%: la guida su spese straordinarie al 50% spiega quando la quota cambia.
La prova. Per ottenere un rimborso serve poter dimostrare la spesa e il suo importo. Le linee guida di Milano prevedono che il genitore che anticipa invii la documentazione entro 30 giorni con una modalità che provi la ricezione, e che il rimborso avvenga nei 15 giorni successivi alla richiesta. Per le spese da concordare, l'altro genitore ha al massimo 10 giorni per un dissenso motivato scritto. Se la singola spesa supera il 10% del reddito mensile netto di uno dei genitori, la sostengono direttamente entrambi, ciascuno per la propria quota. Sono tempi di un protocollo, non di una legge. Per la procedura completa c'è la guida su come chiedere il rimborso e quella sul protocollo del Tribunale di Milano.
Cosa fare adesso
- Rileggete l'accordo o la sentenza: cercate come dividono le spese straordinarie e se richiedono un consenso preventivo.
- Per una voce precisa, provate lo strumento per verificare una spesa, che indica se di regola è ordinaria o straordinaria.
- Consultate l'elenco delle spese straordinarie e la guida su spese concordate e non concordate per capire se serve chiedere il consenso prima.
- Se la spesa è straordinaria e richiede consenso, scrivete all'altro genitore prima di sostenerla, con importo e motivo, e conservate la prova dell'invio.
- Se la qualifica è contestata, raccogliete la documentazione e valutate con un avvocato di famiglia o un mediatore, prima di ricorrere al giudice.
Domande frequenti
Chi decide se una spesa è straordinaria?
In primo luogo i genitori, se l'hanno scritto nell'accordo di separazione o divorzio. In mancanza o in caso di disaccordo decide il giudice, applicando i criteri elaborati dalla giurisprudenza.
Le spese ordinarie si rimborsano a parte?
Di regola no, perché sono già comprese nell'assegno periodico. Fa fede però il provvedimento o l'accordo che vi riguarda, che può disporre diversamente.
Il silenzio dell'altro genitore vale come consenso?
Secondo le linee guida di Milano, per le spese da concordare sì: se entro dieci giorni non arriva un dissenso motivato scritto. Non vale per le spese senza accordo preventivo. Le linee guida non sono una legge e vanno lette con il vostro provvedimento.
La mensa scolastica è ordinaria o straordinaria?
Dipende da chi la classifica. Le linee guida di Genova la trattano come ordinaria, mentre quelle di Milano la elencano tra le spese scolastiche senza accordo preventivo, da rimborsare. Conta quanto scritto nel vostro accordo.
Fonti
- Cass. civ., sez. I, ord. n. 14564 del 25 maggio 2023, massima (Avvocato.it)
- Cass. civ., sez. I, ord. n. 5059/2021, commento di Studio Cataldi
- Cass. civ., ord. n. 1070/2018 su ticket e cure odontoiatriche, commento di Studio Cataldi
- Cass. civ., ord. n. 16578 del 27 maggio 2026, commento di EC News
- Tribunale di Milano, Corte d'Appello, Ordine degli Avvocati e Osservatorio sulla Giustizia Civile, Linee guida sulle spese extra assegno di mantenimento (giugno 2025), testo ufficiale
- Tribunale di Genova, Sezione IV Famiglia, Linee guida per la determinazione del contributo al mantenimento per coniuge e figli
- Art. 337-ter c.c., Provvedimenti riguardo ai figli (Brocardi.it)
Informazione generale, non consulenza legale. Le regole applicabili a te dipendono dall'accordo di separazione o dal provvedimento del giudice che vi riguarda, che prevalgono sulle indicazioni generali di questa pagina. Per una situazione concreta rivolgiti a un avvocato.
