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Separazione e accordi

Mediazione familiare: cos'è, a chi serve e quanto costa

Aggiornato il 25 ottobre 20268 minuti di letturaRevisione legale: in attesa
Due genitori parlano con una mediatrice familiare al tavolo di una sala luminosa

In attesa di revisione legale. Questa guida non è ancora stata controllata da un avvocato: le informazioni sono generali e si basano sulle fonti elencate in fondo alla pagina. Non sostituiscono il parere di un professionista.

La risposta in breve

La mediazione familiare è un percorso volontario con un mediatore terzo e imparziale, per cercare un accordo su figli e spese. Il decreto 151/2023 prevede 40 euro a incontro per ciascuno, moltiplicabili fino a 2, più forfait e oneri. L'intesa, di regola, va poi recepita in un atto formale.

Cos'è la mediazione familiare?

La mediazione familiare è un percorso in cui due persone che si separano, o sono già separate, lavorano con un professionista neutrale per trovare da sole un accordo. Il decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy n. 151 del 27 ottobre 2023 definisce il mediatore familiare come una figura terza e imparziale, con formazione specifica. Interviene nei casi di cessazione o di oggettive difficoltà relazionali di una coppia, prima, durante o dopo la separazione.

Il mediatore non è un giudice e non è un avvocato. Facilita il confronto e aiuta a negoziare direttamente un accordo. Il decreto gli vieta di fare pressione sui genitori e di fornire prestazioni riservate agli iscritti a ordini professionali, quindi non dà consulenza legale. Colloqui e accordi sono coperti da segreto, salvo l'assenso scritto di entrambi. Ciascuno dei due può chiedere di interrompere il percorso.

La mediazione non è obbligatoria per separarsi. L'art. 473-bis.10 del codice di procedura civile consente al giudice di informare le parti di questa possibilità e di invitarle a rivolgersi a un mediatore dell'elenco del tribunale, per capire finalità, contenuti e modalità e valutare se iniziare. Con il consenso delle parti, il giudice può anche rinviare l'adozione dei provvedimenti previsti dall'art. 473-bis.22, in modo che i coniugi tentino un accordo con l'aiuto di esperti, tenendo presente l'interesse dei figli.

A chi serve e quando conviene?

Serve a chi deve decidere insieme questioni che restano comuni anche dopo la fine della coppia, soprattutto i genitori di figli minori. Il decreto parla di "rapporto di coppia" e non lo limita ai coniugi. Può riguardare chi sta valutando di separarsi, chi è già separato e chi vuole rivedere accordi esistenti.

Ha senso quando entrambi i genitori sono disposti a parlarsi, anche solo di figli e spese. Le altre strade sono descritte in separazione consensuale: costi.

Attenzione. La mediazione familiare non può essere avviata in presenza di violenza domestica o di genere. Il divieto opera, tra l'altro, dopo una condanna anche di primo grado, in presenza di un procedimento penale già avanzato o quando le condotte sono allegate in causa. Se emergono abusi a percorso iniziato, il mediatore lo interrompe (art. 473-bis.43 c.p.c.).

Cosa si può affrontare in mediazione?

I temi tipici sono la residenza dei figli, i tempi con ciascun genitore, la scuola, la salute, le vacanze. Rientra anche il piano delle spese dei figli. Un piano delle spese di solito chiarisce:

  • quali spese sono coperte dall'assegno periodico e quali sono straordinarie, secondo la distinzione spiegata in spese ordinarie e straordinarie: la differenza;
  • in che percentuale le divide ciascun genitore;
  • per quali voci serve il consenso preventivo, come si chiede e entro quanto tempo si risponde;
  • come si documenta la spesa e in quanti giorni va rimborsata.

Per legge ciascun genitore provvede al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito, salvo accordi diversi liberamente sottoscritti (art. 337-ter c.c.). I genitori possono quindi concordare percentuali diverse, purché l'accordo non sia contrario all'interesse dei figli. Per confrontare varie ipotesi si può usare lo strumento ripartizione delle spese.

Che differenza c'è con la mediazione civile e con la negoziazione assistita?

Sono tre strumenti diversi. La tabella li confronta.

Mediazione familiare Mediazione civile Negoziazione assistita
Chi interviene Mediatore familiare, terzo e imparziale (D.M. 151/2023) Mediatore di un organismo iscritto nel registro del Ministero della giustizia (D.Lgs. 28/2010) Almeno un avvocato per parte (art. 6 D.L. 132/2014)
Obbligo No: il giudice può solo invitare Solo nelle materie elencate all'art. 5 D.Lgs. 28/2010, tra cui non figurano separazione e divorzio Per separazione e divorzio è una scelta delle parti
Che cosa produce Un'intesa tra i genitori, di regola da recepire in un atto formale Un accordo su una controversia civile o commerciale su diritti disponibili Un accordo che, dopo il controllo del procuratore della Repubblica, ha gli effetti dei provvedimenti del giudice

La mediazione civile è condizione per fare causa in materie come condominio, diritti reali, successioni, locazione, contratti bancari e assicurativi. L'elenco dell'art. 5 non nomina separazione e divorzio. Per separazione e divorzio non risulta quindi un obbligo di mediazione civile.

La negoziazione assistita funziona in modo diverso: sono gli avvocati a condurre la trattativa. L'accordo deve dare atto che le parti sono state informate della possibilità di fare mediazione familiare. Se ci sono figli minori, va trasmesso al procuratore della Repubblica, che lo autorizza se risponde all'interesse dei figli.

Come si trova un mediatore familiare?

Le fonti verificabili sono tre.

L'elenco del tribunale. L'art. 12-bis delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile prevede un elenco dei mediatori familiari presso il tribunale, tenuto dal presidente. Per iscriversi servono, tra l'altro, cinque anni di iscrizione a un'associazione professionale presente nell'elenco del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, adeguata formazione e condotta morale specchiata. Il provvedimento del Tribunale di Isernia, per esempio, dispone la pubblicazione dell'elenco e del modulo di domanda in una sezione dedicata del sito: conviene controllare quello del proprio tribunale. Il decreto prevede che anche il mediatore non iscritto all'elenco debba possedere i requisiti di legge.

I requisiti del decreto. Oltre all'onorabilità, il mediatore deve avere uno di questi titoli: attestazione di un'associazione professionale iscritta nell'elenco del Ministero, certificazione UNI 11644, oppure laurea almeno triennale nell'area umanistico-sociale. La formazione iniziale prevede almeno 240 ore di lezioni e 80 di pratica guidata, con aggiornamento annuale.

I servizi pubblici. In alcune zone comuni, comunità e centri per le famiglie offrono percorsi di mediazione, e l'offerta cambia da territorio a territorio. Un esempio locale descritto nel 2017 riportava un servizio gratuito, da 8 a 12 incontri di circa un'ora e mezza: condizioni da verificare con i servizi sociali del proprio comune.

Al primo contatto il mediatore deve indicare i propri titoli e la polizza assicurativa, se stipulata, e spiegare obiettivi e percorso. Deve anche dire il costo e le modalità di pagamento prima di iniziare. Se c'è già una causa in corso, l'informativa preliminare è gratuita. La parte può farsi assistere dal proprio avvocato al primo incontro, agli incontri sugli aspetti economici e alla firma dell'accordo.

Quanto costa la mediazione familiare?

Il compenso si pattuisce all'inizio dell'incarico. Il mediatore deve comunicare per iscritto il grado di complessità e gli oneri prevedibili. Il decreto 151/2023 (art. 8) fissa i parametri: ciascuno dei due partecipanti paga 40 euro per ogni incontro effettivamente svolto. L'importo si moltiplica per 1, 1,5 o 2, a seconda che complessità e conflittualità siano basse, medie o alte. Si aggiungono costi forfettari pari al 21% di quell'importo e gli oneri di legge, che dipendono dal regime fiscale del professionista.

Complessità e conflittualità Per persona, a incontro Con forfait 21%, per persona Con forfait 21%, per la coppia
Bassa (moltiplicatore 1) 40,00 euro 48,40 euro 96,80 euro
Media (moltiplicatore 1,5) 60,00 euro 72,60 euro 145,20 euro
Alta (moltiplicatore 2) 80,00 euro 96,80 euro 193,60 euro

Importi calcolati sui parametri del decreto, prima degli oneri di legge.

In pratica. Esempio di calcolo, numero di incontri inventato per spiegare il metodo: otto incontri a complessità media, con entrambi i partecipanti, fanno 8 x 145,20 = 1.161,60 euro per la coppia, prima degli oneri di legge.

Il costo dipende quindi dal grado di complessità e conflittualità, dal numero di incontri svolti e dal regime fiscale del mediatore. Il compenso non può essere condizionato al risultato. Se l'incarico non si conclude, si tiene conto dell'opera effettivamente svolta. In fattura compenso, spese e oneri sono indicati separatamente. Nei servizi pubblici il costo per i genitori può essere nullo o ridotto, secondo l'ente.

Che valore ha l'accordo raggiunto in mediazione?

L'intesa raggiunta in mediazione è un accordo tra i genitori. Per produrre gli effetti di un provvedimento del giudice, di regola deve essere recepita in un atto con quell'efficacia. Il decreto 151/2023 va nella stessa direzione: nei procedimenti giudiziari il mediatore informa che gli accordi saranno trasmessi alle autorità competenti, dai genitori o dai loro avvocati.

Le strade sono due:

  • Ricorso congiunto al tribunale. Le condizioni sui figli entrano nel ricorso. La separazione per il solo consenso dei coniugi non ha effetto senza l'omologazione del giudice (art. 158 c.c.). Nel decidere sui figli il giudice prende atto degli accordi tra i genitori, se non contrari al loro interesse, in particolare quando nascono da un percorso di mediazione familiare (art. 337-ter c.c.).
  • Negoziazione assistita. Gli avvocati redigono l'accordo e lo inviano al procuratore della Repubblica. Dopo nulla osta o autorizzazione, l'accordo tiene luogo dei provvedimenti giudiziali.

Per chi è già separato vale lo stesso: l'intesa su spese e percentuali va portata in uno di questi atti. Fino a una modifica prevale l'accordo di separazione o il provvedimento del giudice che riguarda la propria famiglia.

Cosa fare adesso

  1. Raccogliere le spese dell'ultimo anno. Ricevute, fatture ed estratti conto relativi ai figli, divisi per mese.
  2. Classificare ogni voce. Segnare se è ordinaria o straordinaria, usando l'elenco delle spese straordinarie e lo strumento verifica spesa.
  3. Annotare per ciascuna spesa chi ha pagato e se c'era il consenso dell'altro genitore. La guida su spese concordate e non concordate spiega perché conta.
  4. Chiedere al mediatore, per iscritto, il costo, il grado di complessità e il numero di incontri previsto. Prima di fissare il primo incontro, controllare titoli e iscrizione all'elenco del tribunale.
  5. Portare l'elenco al primo incontro e farlo vedere al proprio avvocato. Serve per scrivere un piano delle spese realistico, confrontabile con il costo di un figlio dopo la separazione.

Domande frequenti

La mediazione familiare è obbligatoria per separarsi?

No. Il giudice può informare le parti e invitarle a rivolgersi a un mediatore, ma la legge non impone il percorso. Per rinviare i provvedimenti in attesa di un tentativo di accordo servono il consenso delle parti e la valutazione del giudice (art. 473-bis.10 c.p.c.).

Si può fare mediazione familiare in caso di violenza?

No. Il percorso non può essere avviato in presenza di violenza domestica o di genere, e il mediatore lo interrompe se emergono abusi (art. 473-bis.43 c.p.c.). In questi casi ci si rivolge all'avvocato e ai servizi competenti.

Il mediatore familiare decide chi ha ragione?

No. Secondo il decreto 151/2023 è una figura terza e imparziale che facilita i genitori nel negoziare direttamente un accordo. Non emette decisioni e non fornisce prestazioni riservate agli avvocati.

Quali titoli deve avere un mediatore familiare?

Oltre ai requisiti di onorabilità, il decreto richiede in alternativa l'attestazione di un'associazione professionale iscritta nell'elenco ministeriale, la certificazione UNI 11644 o una laurea almeno triennale nell'area umanistico-sociale, più una formazione iniziale di almeno 240 ore.

Il costo della mediazione può dipendere dal risultato?

No. Il decreto prevede che il mediatore informi sul costo prima di iniziare e che il compenso non possa essere condizionato all'esito o ai risultati del percorso.

Fonti

  1. D.M. 27 ottobre 2023, n. 151, Regolamento sulla disciplina professionale del mediatore familiare (Normattiva)
  2. D.M. 151/2023, testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 255 del 31-10-2023, vigente dal 15-11-2023 (articoli 2, 4, 5, 6, 7, 8)
  3. Art. 473-bis.10 c.p.c., Mediazione familiare (Brocardi, aggiornato al 20/02/2026)
  4. Art. 473-bis.43 c.p.c., Mediazione familiare e violenza (Brocardi, aggiornato al 20/02/2026)
  5. Art. 337-ter c.c., Provvedimenti riguardo ai figli (Brocardi)
  6. Art. 337-ter c.c., comma 2, testo con il richiamo alla mediazione familiare (MioLegale)
  7. Art. 158 c.c., Separazione consensuale (Brocardi)
  8. D.Lgs. 4 marzo 2010, n. 28, art. 1 (definizioni di mediazione e mediatore), Normattiva
  9. D.Lgs. 28/2010, art. 5, Condizione di procedibilità e materie di mediazione obbligatoria, Normattiva (testo in vigore dal 25-1-2025)
  10. D.Lgs. 28/2010, art. 16, Organismi di mediazione e registro presso il Ministero della giustizia, Normattiva
  11. D.L. 12 settembre 2014, n. 132, art. 6, Negoziazione assistita per separazione e divorzio, Normattiva
  12. Tribunale di Isernia, provvedimento di istituzione dell'elenco dei mediatori familiari ai sensi dell'art. 12-bis disp. att. c.p.c.
  13. Provincia autonoma di Trento, Mediazione familiare (esempio di servizio pubblico locale)
  14. L'Adige, servizio di mediazione familiare gratuito in Alta Valsugana, 16 aprile 2017 (esempio datato di servizio pubblico locale)

Informazione generale, non consulenza legale. Le regole applicabili a te dipendono dall'accordo di separazione o dal provvedimento del giudice che vi riguarda, che prevalgono sulle indicazioni generali di questa pagina. Per una situazione concreta rivolgiti a un avvocato.