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Assegno unico genitori separati: chi lo riceve e come si divide

Aggiornato il 25 ottobre 20266 minuti di letturaRevisione legale: in attesa
Una madre e il figlio di cinque anni cucinano insieme la cena in una cucina luminosa

In attesa di revisione legale. Questa guida non è ancora stata controllata da un avvocato: le informazioni sono generali e si basano sulle fonti elencate in fondo alla pagina. Non sostituiscono il parere di un professionista.

La risposta in breve

Per l'INPS l'assegno unico è erogato di regola in pari misura, cioè al 50%, tra i genitori che esercitano la responsabilità genitoriale o hanno l'affidamento condiviso. Può andare a uno solo con un accordo attestato in domanda, con affidamento esclusivo o se lo dispone il giudice. È una prestazione diversa dal mantenimento.

L'assegno unico cambia con la separazione?

L'assegno unico e universale per i figli a carico è una prestazione dell'INPS istituita dal decreto legislativo 230 del 2021, a decorrere dal 1° marzo 2022. L'importo dipende dall'ISEE e da altre condizioni. In questa guida non si indicano gli importi, perché cambiano.

La separazione non cancella il diritto. Cambia il modo in cui l'assegno viene diviso tra i genitori, e su questo l'INPS ha dato indicazioni precise.

Come si divide tra i genitori separati?

Secondo l'INPS il principio generale è che l'assegno sia erogato in pari misura tra coloro che esercitano la responsabilità genitoriale oppure hanno l'affidamento condiviso. In pratica, di regola, metà a ciascun genitore.

La pagina INPS sul beneficio dice che l'assegno è corrisposto al richiedente oppure, a richiesta anche successiva, in pari misura tra chi esercita la responsabilità genitoriale. Il decreto legislativo 230/2021 prevede la stessa impostazione.

La regola generale ha però alcune eccezioni.

Quando l'assegno va a un solo genitore?

Il Messaggio INPS 1714/2022 indica tre situazioni.

  1. Accordo tra i genitori. I genitori possono stabilire che il contributo sia erogato interamente a uno solo. L'accordo va attestato nella procedura di domanda.
  2. Esercizio esclusivo della responsabilità genitoriale o affidamento esclusivo. Se da un provvedimento del giudice o da un accordo scritto risulta che un genitore ha l'esercizio esclusivo o l'affidamento esclusivo, l'assegno va interamente a lui.
  3. Disposizione del giudice. Se il giudice, nel provvedimento che disciplina la separazione di fatto, legale o il divorzio, ha disposto che dei contributi pubblici usufruisca uno solo dei genitori, l'assegno va a quel genitore.

In questi casi il richiedente lo dichiara nella domanda, scegliendo l'opzione apposita e chiedendo il pagamento al 100%.

In pratica. Un accordo sull'assegno unico si legge insieme al resto dell'accordo di separazione o di divorzio. Se il provvedimento del giudice dice qualcosa sui contributi pubblici, quella disposizione conta più della regola generale.

Cosa succede se i genitori non sono d'accordo?

L'INPS non decide la lite tra genitori. Prevede alcuni meccanismi.

  • La domanda la presenta un solo genitore. Se sceglie il 50%, l'altro genitore accede alla domanda con le proprie credenziali e inserisce i propri dati di pagamento. La quota al secondo genitore decorre dal mese successivo alla comunicazione della scelta.
  • Se l'assegno è già pagato al 50%, il genitore può chiedere il 100% integrando la domanda, quando ricorrono le condizioni descritte sopra.
  • Alla prima domanda non si allegano documenti, ma l'INPS può chiederli in seguito: accordo scritto, decreto o sentenza di separazione o divorzio.
  • L'altro genitore può chiedere all'INPS il riesame della ripartizione, trasmettendo documentazione che la comprovi.
  • Solo il richiedente può modificare in seguito la propria scelta, se cambiano le condizioni giuridiche che esistevano al momento della domanda.

Se un genitore ritiene che la ripartizione non rispecchi quanto stabilito dal giudice o dall'accordo, il passaggio concreto è raccogliere il provvedimento e rivolgersi a un patronato o a un avvocato.

Chi può presentare la domanda e quando?

Secondo la scheda INPS la domanda può essere presentata da uno dei due genitori che esercitano la responsabilità genitoriale, a prescindere dalla convivenza con il figlio. Non serve quindi che il richiedente viva con il figlio.

I tempi contano. Per le domande presentate dal 1° marzo al 30 giugno di ciascun anno l'assegno spetta con tutti gli arretrati a partire da marzo. Per quelle presentate dopo il 30 giugno decorre dal mese successivo alla presentazione. La data della domanda va quindi tenuta presente anche quando i genitori stanno ancora discutendo della ripartizione.

Che differenza c'è con l'assegno di mantenimento?

Sono due cose diverse.

Assegno unico Assegno di mantenimento
Chi lo paga INPS, prestazione pubblica Un genitore all'altro (o al figlio maggiorenne)
Da cosa dipende Legge, domanda, ISEE Accordo omologato o provvedimento del giudice
Chi lo riceve Il richiedente o, in pari misura, i genitori Chi indica il provvedimento o l'accordo, oppure il figlio maggiorenne non indipendente
Dove si trova la regola D.lgs. 230/2021 e istruzioni INPS Art. 337-ter c.c. e provvedimento

L'assegno di mantenimento si determina in base all'articolo 337-ter del codice civile: contano le esigenze del figlio, il tenore di vita, i tempi di permanenza presso ciascun genitore, le risorse economiche di entrambi. Per un'idea del metodo c'è la guida su come si calcola il mantenimento.

Se e come l'assegno unico venga considerato quando si fissa o si rivede il mantenimento dipende dall'accordo o dal provvedimento che vi riguarda. Non esiste una regola uguale per tutti: è un punto da chiarire con l'avvocato.

E le spese straordinarie?

L'assegno unico non è un rimborso delle spese straordinarie e non le sostituisce. Le spese straordinarie seguono le regole dell'accordo o della sentenza: percentuali, consenso, modalità di richiesta. L'assegno unico segue la procedura INPS. Le spese straordinarie seguono l'accordo o la sentenza. Quello che conta, per ciascuna voce, è cosa prevede il titolo.

Per capire quali voci sono straordinarie e come si chiedono i rimborsi, ci sono la guida alle spese straordinarie per i figli e la pagina su spese concordate e non concordate.

E dopo la maggiore età del figlio?

Per i figli maggiorenni l'assegno unico spetta, a condizioni stabilite dalla legge, fino al compimento dei 21 anni. Tra le condizioni ci sono, a seconda dei casi, la frequenza di un corso di studi o di formazione, un tirocinio o un'attività lavorativa entro una soglia di reddito, l'iscrizione come disoccupato, il servizio civile.

Il figlio maggiorenne può presentare domanda e chiedere il pagamento diretto della propria quota. Per l'assegno di mantenimento del maggiorenne le regole sono altre, spiegate in mantenimento dei figli maggiorenni. Anche il trattamento fiscale è un altro tema, affrontato in detrazioni per figli e genitori separati.

Cosa fare adesso

  1. Rileggete accordo di separazione o divorzio e sentenza: cercate se dicono qualcosa sui contributi pubblici o sull'assegno unico.
  2. Verificate come risulta oggi la ripartizione nella vostra domanda INPS, con le credenziali personali.
  3. Se serve cambiare la ripartizione, parlatene con l'altro genitore e mettete per iscritto l'accordo, poi attestatelo nella procedura.
  4. Se non c'è accordo, raccogliete il provvedimento del giudice e valutate con un patronato o un avvocato se chiedere la modifica o il riesame.
  5. Registrate in voci distinte l'assegno unico, il mantenimento e le spese straordinarie, così da non confonderli nelle richieste.

Domande frequenti

Chi presenta la domanda di assegno unico se i genitori sono separati?

La domanda può essere presentata da uno dei due genitori che esercitano la responsabilità genitoriale, a prescindere dalla convivenza con il figlio. Se si sceglie il 50%, l'altro genitore completa la domanda indicando i propri dati di pagamento.

Si può cambiare la ripartizione dopo la prima domanda?

L'INPS prevede che il genitore che riceve il 50% possa chiedere il 100% integrando la domanda, se ne ricorrono le condizioni. L'altro genitore può chiedere il riesame della ripartizione allegando documenti. Solo il richiedente può modificare la scelta se cambiano le condizioni giuridiche esistenti alla domanda.

L'INPS chiede documenti sulla separazione?

Alla prima domanda non è richiesto di allegare documenti. L'INPS può chiederli in seguito: accordo scritto, decreto o sentenza di separazione o divorzio.

L'assegno unico spetta anche ai figli maggiorenni?

Spetta, a condizioni stabilite dalla legge, fino al compimento dei 21 anni. Il figlio maggiorenne può presentare domanda e chiedere il pagamento diretto della propria quota. Le condizioni aggiornate sono sul sito dell'INPS.

Fonti

  1. INPS, Messaggio n. 1714 del 20 aprile 2022: Assegno unico e universale, chiarimenti su maggiorazioni e genitori separati (paragrafo 3)
  2. INPS, scheda Assegno unico e universale per i figli a carico
  3. Decreto legislativo 29 dicembre 2021, n. 230, Istituzione dell'assegno unico e universale per i figli a carico (Gazzetta Ufficiale n. 309 del 30 dicembre 2021), testo riportato da MioLegale
  4. Normattiva, D.lgs. 230/2021 (articolo 1)

Informazione generale, non consulenza legale. Le regole applicabili a te dipendono dall'accordo di separazione o dal provvedimento del giudice che vi riguarda, che prevalgono sulle indicazioni generali di questa pagina. Per una situazione concreta rivolgiti a un avvocato.