In attesa di revisione legale. Questa guida non è ancora stata controllata da un avvocato: le informazioni sono generali e si basano sulle fonti elencate in fondo alla pagina. Non sostituiscono il parere di un professionista.
Non esiste una formula di legge. L'art. 337-ter del codice civile indica i criteri: esigenze del figlio, tenore di vita, tempi di permanenza con ciascun genitore, risorse economiche di entrambi e compiti di cura. La cifra nasce da un accordo o dalla decisione del giudice.
Esiste una formula per calcolare il mantenimento di un figlio?
No. In Italia nessuna norma contiene una formula, una tabella nazionale o una percentuale fissa del reddito. L'importo dell'assegno di mantenimento del figlio è il risultato di una valutazione: la fanno i genitori quando si accordano, o il giudice quando decide al loro posto.
La legge fissa il principio e i criteri. Il principio, all'art. 337-ter del codice civile, è che ciascun genitore contribuisce al mantenimento dei figli in proporzione al proprio reddito. I criteri servono a trasformare il principio in una cifra.
Alcuni tribunali hanno pubblicato metodi di calcolo propri. Sono documenti di orientamento di un singolo ufficio, non norme. Se ne parla più avanti.
Quali criteri usa il giudice per decidere l'importo?
Quando dispone un assegno periodico, il giudice considera cinque elementi, elencati nel quarto comma dell'art. 337-ter:
- le attuali esigenze del figlio;
- il tenore di vita che il figlio aveva quando i genitori vivevano insieme;
- i tempi di permanenza presso ciascun genitore;
- le risorse economiche di entrambi i genitori;
- la valenza economica dei compiti domestici e di cura svolti da ciascuno.
Lo stesso comma prevede che l'assegno si adegui agli indici Istat, se le parti o il giudice non hanno indicato altri parametri.
Due precisazioni aiutano a leggere questi criteri. La prima: contano le risorse di entrambi i genitori, non solo di chi paga. Secondo un'ordinanza della Cassazione del gennaio 2026, riportata dai commentatori, omettere il confronto tra la situazione economica dei due genitori viola il principio di proporzionalità. La seconda: i compiti di cura hanno un peso economico. Accompagnare il figlio a scuola, seguirlo nei compiti, portarlo agli allenamenti sono attività che un genitore può svolgere più dell'altro, e la legge le considera.
Mantenimento diretto o assegno periodico?
Il mantenimento può avvenire in due modi, spesso combinati.
- Mantenimento diretto: ciascun genitore provvede alle spese del figlio mentre il figlio sta con lui. Non passa denaro da un genitore all'altro.
- Assegno periodico: un genitore versa all'altro una somma mensile, di regola per compensare uno squilibrio nei tempi di permanenza o nei redditi.
Un punto va chiarito subito: l'affidamento condiviso riguarda l'esercizio della responsabilità genitoriale, non cancella in automatico l'assegno. Le massime riportate dai commentatori dell'art. 337-ter indicano che l'affidamento condiviso non impone da solo il mantenimento diretto.
Anche con tempi di permanenza uguali, le linee guida del Tribunale di Genova ritengono che chi dispone di più mezzi possa dover versare un contributo all'altro, perché il figlio non viva due livelli economici molto diversi. È una posizione di quell'ufficio, non una regola generale.
Cosa copre l'assegno e cosa resta fuori?
L'assegno periodico copre le spese ordinarie: quelle quotidiane e prevedibili. Le spese straordinarie, imprevedibili e fuori dalla routine del figlio, si dividono a parte tra i genitori. Per questo il calcolo dell'assegno non include una voce "extra", e una cifra mensile non dice nulla sulle spese che arriveranno.
Le linee guida firmate a Milano nel giugno 2025 da Corte d'Appello, Tribunale, Ordine degli Avvocati e Osservatorio sulla Giustizia Civile indicano, a titolo esemplificativo, come ordinarie le voci della colonna di sinistra. Quelle della colonna di destra sono tra le spese che richiedono l'accordo preventivo di entrambi i genitori. Le linee guida aggiungono che, se per ragioni oggettive è difficile ottenere consenso o rimborso, l'assegno può essere omnicomprensivo delle spese extra.
| Di regola nell'assegno (ordinarie) | Di regola fuori dall'assegno (straordinarie) |
|---|---|
| Vitto e abbigliamento ordinario, cambi di stagione inclusi | Cure dentistiche, ortodontiche e oculistiche private |
| Quota di spese per la casa (canone, utenze, condominio) | Tasse di istituti privati, corsi di recupero, alloggio universitario |
| Cancelleria scolastica ricorrente nell'anno | Gite con pernottamento, viaggi di studio |
| Medicinali da banco | Corsi di lingue e di musica, sport, patente, cellulare |
La linea di confine non è sempre netta, e i provvedimenti dei singoli giudici possono tracciarla in modo diverso. La guida a spese ordinarie e straordinarie spiega i criteri, mentre l'elenco delle spese straordinarie passa in rassegna le voci più discusse.
Come ragionano alcuni tribunali: l'esempio di Genova
La Sezione famiglia del Tribunale di Genova ha pubblicato linee guida sul contributo al mantenimento. Il metodo, in sintesi, procede in quattro passi:
- si calcola il reddito disponibile di ciascun genitore, al netto delle spese per la propria abitazione e il proprio mantenimento;
- si stabilisce una frazione della somma dei due redditi da destinare ai figli, con un intervallo che per un figlio va dal 25% al 35%;
- si ripartisce la frazione tra i genitori in proporzione ai redditi;
- si sottrae, a chi tiene il figlio meno tempo, la quota di mantenimento diretto che sostiene già nei suoi giorni.
Il documento precisa che il risultato è solo un punto di partenza, sul quale il giudice può intervenire. Esclude inoltre i modelli basati sulle statistiche di spesa delle famiglie, perché non tengono conto dei casi particolari.
Attenzione. Il metodo di Genova non vale a Milano, a Roma o altrove. Un altro tribunale può usare un criterio diverso, e il giudice può scostarsi dal proprio. Il provvedimento o l'accordo che riguarda il vostro caso prevale su qualsiasi metodo generale.
Un esempio numerico, con importi inventati, è nell'articolo su quanto si paga di mantenimento con uno stipendio di 1.200 euro.
Come si arriva a una cifra: accordo, mediazione o giudice
Le strade sono quattro, e spesso si combinano.
Accordo tra i genitori. In una separazione consensuale i genitori concordano l'importo e il giudice lo omologa, cioè lo rende efficace dopo un controllo. Per i figli il controllo riguarda anche l'interesse del minore: se gli accordi lo contrastano, il tribunale può chiedere modifiche.
Negoziazione assistita. I genitori, ciascuno con un avvocato, possono concludere una convenzione senza andare in udienza. Se ci sono figli minori, l'accordo va trasmesso entro dieci giorni al procuratore della Repubblica, che lo autorizza se risponde all'interesse dei figli (art. 6 del D.L. 132/2014).
Mediazione familiare. È un percorso volontario con un mediatore. Il giudice può informare le parti di questa possibilità e invitarle a un primo incontro informativo, ma la scelta di proseguire resta loro (art. 473-bis.10 c.p.c.). I costi della mediazione familiare variano per professionista e per sede.
Decisione del giudice. Se l'accordo non c'è, decide il giudice. In causa le parti depositano le dichiarazioni dei redditi, e secondo le linee guida di Genova gli ultimi tre anni. Il giudice può anche valutare lo stile di vita e il patrimonio, non solo il reddito dichiarato.
Dopo, nulla è definitivo: l'art. 337-quinquies consente di chiedere in ogni tempo la revisione delle disposizioni sul contributo. Serve però un nuovo accordo o un nuovo provvedimento. Se cambia il lavoro o il reddito, la riduzione dell'assegno non scatta da sola.
Quali sono i limiti di un calcolatore online?
Un calcolatore applica un metodo fisso a pochi dati. Il risultato è utile per capire l'ordine di grandezza e per preparare un confronto, ma ha limiti strutturali:
- Non conosce il vostro provvedimento. Se l'accordo o la sentenza prevedono una cifra o regole di riparto diverse, vale quello.
- Non vede i dati che pesano di più. Patrimonio, stile di vita, assegnazione della casa familiare, tempi effettivi e non solo quelli scritti sul calendario.
- Sceglie un solo metodo. Lo stesso documento di Genova confronta due metodi diversi, usati in tribunali diversi. Non esiste una formula comune.
- Non sostituisce la valutazione del giudice. Il documento di Genova stesso presenta il suo risultato come un punto di partenza da adattare al caso concreto.
Lo strumento di calcolo del mantenimento del sito restituisce una stima indicativa e non vincolante, da trattare come punto di partenza. Se l'assegno unico è parte del quadro, la guida su assegno unico dopo la separazione chiarisce come si distribuisce tra i genitori.
Cosa fare adesso
- Recuperate il provvedimento o l'accordo in vigore e leggete quali spese dichiara incluse nell'assegno e come divide le straordinarie.
- Mettete insieme i dati che il giudice userebbe: redditi netti di entrambi, calendario dei tempi effettivi con il figlio, spese ordinarie documentate.
- Usate lo strumento di calcolo per avere un ordine di grandezza, senza considerarlo un importo dovuto.
- Se una modifica è giustificata, proponetela all'altro genitore per iscritto, valutando mediazione familiare o negoziazione assistita prima della causa.
- Per la cifra da mettere in un accordo o in un ricorso, fatevi assistere da un avvocato di famiglia o da un mediatore che conosca la prassi del vostro tribunale.
Domande frequenti
L'affidamento condiviso elimina l'assegno di mantenimento?
Non in automatico. Secondo la giurisprudenza richiamata dai commentatori, l'affidamento condiviso non comporta di per sé il mantenimento diretto. Contano i tempi di permanenza e le risorse di ciascun genitore.
L'assegno unico entra nel calcolo del mantenimento?
Secondo le linee guida del Tribunale di Genova, di principio no: l'assegno unico aumenta le risorse della famiglia ma non cambia ciò che ciascun genitore mette di tasca propria. Il quadro dipende da affidamento e accordi.
L'importo si può cambiare dopo la separazione?
L'art. 337-quinquies del codice civile consente ai genitori di chiedere in ogni tempo la revisione delle disposizioni sul contributo. La modifica si ottiene con un nuovo accordo o con un provvedimento del giudice, non da sola.
Servono i redditi dell'altro genitore per calcolare l'assegno?
Sì, nella pratica. Il criterio dell'art. 337-ter è la proporzione ai redditi, e una pronuncia del 2026 richiama l'obbligo di confrontare la situazione economica di entrambi i genitori.
Fonti
- Art. 337-ter c.c., Provvedimenti riguardo ai figli (Brocardi.it)
- Art. 337-quinquies c.c., Revisione delle disposizioni concernenti i figli (Brocardi.it)
- Tribunale di Genova, Sezione IV Famiglia, Linee guida per la determinazione del contributo al mantenimento per coniuge e figli
- Cass. civ., sez. I, ord. 12 gennaio 2026, n. 676, commento di EC News
- Art. 6 D.L. 132/2014, Convenzione di negoziazione assistita per separazione e divorzio (Normattiva)
- Art. 158 c.c., Separazione consensuale (Brocardi.it)
- Art. 473-bis.10 c.p.c., Mediazione familiare (Brocardi.it)
- Tribunale di Milano, Corte d'Appello, Ordine degli Avvocati e Osservatorio sulla Giustizia Civile, Linee guida sulle spese extra assegno di mantenimento (giugno 2025), testo ufficiale
Informazione generale, non consulenza legale. Le regole applicabili a te dipendono dall'accordo di separazione o dal provvedimento del giudice che vi riguarda, che prevalgono sulle indicazioni generali di questa pagina. Per una situazione concreta rivolgiti a un avvocato.
